sabato 28 novembre 2009

Crocifisso nelle scuole pubbliche: approvata dal consiglio comunale la mozione Udc


QUARRATA_ Con 13 voti a favore, tre contrari (Sauleo, Musumeci, Pratesi) e due astenuti (Migliorini e Galigani)è stata approvata dal consiglio comunale di Quarrata la mozione presentata dal Gruppo Udc in merito alla sentenza della Corte per i diritti dell’uomo sulla presenza del segno del crocifisso nelle scuole pubbliche. In base alla mozione – illustrata da Alessandro Cialdi – il consiglio comunale di Quarrata chiederà al Governo di “fare ricorso contro la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo affinchè sia consentito il mantenimento del crocifisso nei luoghi pubblici, rappresentando esso come indicò il Consiglio di Stato uno dei valori laici della Costituzione Italiana e un valore della vita civile”. Durante il dibattito sono intervenuti oltre a Cialdi, i consiglieri Bianchi (An), Pratesi (CittàPerTe), Musumeci (La Sinistra), Romiti (Pd), il sindaco Gori, l’assessore alla Pubblica Istruzione Milaneschi, Niccolai (Fi-Pdl) e Sauleo (in qualità di consigliere comunale). “Come principio – ha ribadito Gabriele Romiti (Pd) – la decisione per l’autonomia di mettere i crocifissi deve essere lasciata alle singole istituzioni e non deve essere oggetto né di una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo – che si deve occupare d’altro – né oggetto di specifiche leggi dello Stato. Quindi non siamo per l’imposizione ma per l’autonomia delle Istituzioni”. Di parere diverso Gabriele Pratesi (CittàPerTe) intervenuto a titolo personale. “In una scuola pubblica, in uno stato laico – ha detto – forse è meglio che non ci siano simboli religiosi appesi al muro”. “Anche la scelta di avere un simbolo religioso in una istituzione pubblica – ha ricordato parlando da consigliere il presidente del consiglio Massimo Sauleo – fa parte del diritto umano. Non ritengo che tale sentenza possa portare alla dissoluzione della storia passata. Ritengo che lo Stato debba essere laico riconoscendo le libertà complete nel rispetto delle culture”. "Affermare il ruolo del cristianesimo in Italia non significa negare la laicità dello Stato - ha detto Massimo Bianchi (An) - perchè lo Stato è laico". "Il crocifisso è un simbolo identitario e culturale ancora prima che religioso e va difeso in quanto tale". L'esponente di centrodestra ha anche detto che "non deve essere un motivo di affermazione di superiorità tra l'una o l'altra religione" e che "promuovere il pluralismo non significa annientare la nostra identità". Alessandro Cialdi (Udc) ha motivato la presentazione della mozione con un intervento che riportiamo di seguito in modo integrale:

Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo.
E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora. Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa. E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia). Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”. Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.
La seconda ragione è ancor più assurda.
Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia.
Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo. Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa. Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui. I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia. Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?
Perfino lo stradario della nostra città (Piazza Giovanni XXIII, via San Lorenzo, ecc.) va stravolto? Ma non solo, ma se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi? Per questi giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa? Infine si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?
La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?
E l’Europa?
L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.
Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo.
Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea. Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso. Non sopportavano quell’ebreo, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa. Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?
Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo.
Scriveva:
il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.
La Ginzburg proseguiva:
Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.
Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg. Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore.
E questa è la scelta intima di ognuno.
La più importante.

A.B.

Al via i corsi di ginnastica dolce per adulti


QUARRATA_ Martedì 1 dicembre prenderanno il via i corsi di ginnastica dolce, rivolti agli adulti, presso lo spazio polifunzionale di Catena. Le attività, gratuite, si svolgono tutti i martedì dalle ore 15 alle ore 16.30. Si tratta di un’iniziativa che da due anni si inserisce all’interno del progetto “Spazio famiglia” realizzato dal Comune di Quarrata in collaborazione con l’associazione di volontariato Synthesis di Pistoia. Tra le diverse azioni di sostegno alla famiglia, intesa come nucleo e come singoli componenti (genitori, figli ed anziani), la ginnastica dolce oltre che come esercizio fisico, adatto a tutte le età, si configura anche e soprattutto come un momento di socializzazione, volto ad arginare fenomeni di isolamento.Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi ai Servizi Sociali ai numeri 0573-771438-440.

fonte: Comune di Quarrata

venerdì 27 novembre 2009

Lo sportello CIS a Quarrata rimarrà chiuso fino a gennaio


QUARRATA_ Lo sportello CIS attivo presso l’URP del Comune di Quarrata, in via Corrado da Montemagno, rimarrà chiuso fino al 22 gennaio 2010. Per svolgere le pratiche relative alla T.I.A (Tariffa di Igiene Ambientale) e alle lampade votive è possibile rivolgersi agli uffici CIS di Montale, in via W.Tobagi 16, in località Stazione. Il servizio è aperto il martedì e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30, il mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 16.30.
La modulistica relativa agli adempimenti per la T.I.A e lampade votive, quali cessazioni, variazioni e nuove iscrizioni, può essere reperita sul sito internet del Cis, all’indirizzo www.cis.pt.it, ed inoltrata via fax, e-mail o per posta ordinaria.
Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 0573-4431.

fonte: ufficio stampa Comune di Quarrata

"La cucina degli Ianda"


QUARRATA_ A cena con i ricordi ed i gusti degli Ianda, famiglia "storica"della ristorazione locale. Mercoledì 2 dicembre al ristorante La Bussola da Gino (a Catena di Quarrata) prosegue il circuito tematico sul cibo organizzato dal sito www.saperedaisapori.com. L’iniziativa dal titolo “La cucina degli Ianda” con il patrocinio della provincia di Pistoia e dell’azienda Usl 3 di Pistoia proporrà - spiega Maria Stefani Tesi Bardi - i sapori del territorio dai quali possiamo “leggere”gli usi alimentari, colturali e culturali che ci appartengono. Insoliti profumi perverranno dalla cucina degli Ianda, "inedite" (per gusti e sapori odierni), gustose pietanze proposte da Moreno. Un viaggio a ritroso nello spazio temporale di una cucina in terra di confine fra Prato, Pistoia, Firenze ed influenzata da quella zona umida di Querciola, oggi area protetta. Una cucina di terra, aria, acqua e fuoco i quattro elementi riconducibili ai quattro umori umani. Un evento soprendente per curiosi di nuovi, intriganti sapori che ci arrivano da un passato neppure troppo lontano. Il costo della cena è di 35 euro. Questo il menù proposto: antipasto - Acciuga al tartufo, Aringhe con cipolla di Tropea e Crema di stoccafisso e porri; Primi Piatti- Zuppetta bianca di anguille; Paccheri con ragù di "rifilatura" di prosciutti sotto salatura del Marini (macelleria Marini - Quarrata); Secondi Piatti- Cacciucco di campagna (anatra, piccione, coniglio, galletto e altro ancora), Crostone dell'Agnese e fagioli di Sorana IGP, Antico Rosso(Associazione Il Ghiareto - Sorana ); Dolci - Zuppa inglese con le "marie" bagnata con il vinsanto e Fichi secchi di Carmignano con miele, mascarpone e noci (Associazione Produttori Fichi Secchi di Carmignano). I vini in tavola saranno messi a disposizione dalla Azienda Agricola Betti – Quarrata.

fonte: www.saperedaisapori.com

giovedì 26 novembre 2009

Un approfondimento dell'Udc di Quarrata sulla mozione "Acqua bene comune di interesse pubblico e privo di rilevanza economica"


QUARRATA_ Come ricevuto pubblichiamo l'intervento di Alessandro Cialdi (Udc) sulla mozione "Acqua bene comune di interesse pubblico e privo di rilevanza economica" presentata dal Pd-La Sinistra e CittàPerTe in consiglio comunale ed approvata anche dall'Udc


MOZIONE PD, SINISTRA E CITTAPERTE – ACQUA

Intervento UDC

Questione molto complicata.
In tutta la faccenda legata alla gestione dell’acqua ho una sola certezza. Così come è gestita ora, da un consorzio di Comuni, è un poltronificio e serve solo ad ingrassare dirigenti di partito trombati o a fine carriera.
Una sorta di privatizzazione in regime di monopolio. E’ quindi necessario cambiare strada.
Le alternative sono: quella scelta dal Governo, ossia privatizzare davvero la modalità di affidamento della gestione del servizio, fermo restando la proprietà delle reti, che resta pubblica, oppure ripubblicizzare tutta la materia riportando ai singoli Comuni la gestione diretta del servizio idrico integrato.
In tutta onestà, vedo il bene e il male in entrambe le soluzioni.
Il servizio idrico costa, è delicato per le implicazioni sanitarie, richiede investimenti importanti per mantenere e sviluppare le reti; oggi gran parte dell’acqua che passa dagli acquedotti viene dispersa per carenze di rete.
Per attuare questo servizio servono responsabilità ed efficienza, e il sistema delle gare, ma di vere gare, sarebbe finalizzato a questo obiettivo.
Rendendo contendibile il mercato, si obbligano le Imprese ad offrire un servizio migliore; se invece, si assegna il monopolio eterno, SENZA CONTROLLI, ad una società pubblica, difficilmente ci saranno investimenti ma piuttosto assunzioni facili e dissesti finanziari (si pensi a GAIA Spa, società per azioni a totale partecipazione pubblica della Versilia con debiti pari a € 200 per ogni abitante servito…..).
E a chi teme un’impennata dei prezzi occorre ricordare che le tariffe non dipendono dai gestori, siano essi pubblici o privati, ma da enti pubblici come gli ATO.
Questi dati mi porterebbero a pensare che una gestione privatizzata del servizio potrebbe essere utile a tutti.
Ma capisco anche le questioni portate avanti da questa mozione, dove si intravede il rischio che l’acqua venga considerata oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo.
Capisco che per il cittadino era senz’altro meglio quando il servizio era prodotto dall’Ente locale, il quale, con mezzi propri, provvedeva a fare gli allacciamenti, le manutenzioni e estendeva la rete, in funzione del bilancio, naturalmente.
Allora si, che si vedevano le politiche dei Comuni; non c’erano scuse e se una determinata frazione non aveva l’acqua la colpa era del Comune, e si sapeva con chi prendersela.
Quindi vedo del buono anche in una ripubblicizzazione del servizio in questo senso.
Ma siamo quasi nel 2010, e considerare il servizio idrico “privo di rilevanza economica” ci sembra obbiettivamente forzato.
E lo dico pensando che la distinzione tra servizi pubblici di rilevanza economica e quelli privi di rilevanza economica è stata introdotta dalla legge 326 del 2003 per l’esigenza di conformare l’ordinamento interno alle norme comunitarie in materia di tutela della concorrenza. A questo riguardo sono state emesse numerose sentenze dei vari Tar e pareri del garante della concorrenza e del mercato che hanno definito di rilevanza economica servizi di minore importanza quali, ad esempio, il servizio di illuminazione delle lampade votive, negando i cosiddetti affidamenti “in house”. Credo che in questo campo le idee chiare le abbiano in pochi.
Anche in fase di discussione della Legge in Commissione, nessuno ha presentato emendamenti tali da escludere la gestione del servizio idrico dalla privatizzazione o che garantisse la gestione totalmente pubblica dell’acqua. Neppure da parte di quei partiti che poi hanno votato contro l’approvazione della legge. La stessa CGIL che con il suo segretario Epifani oggi fa fuoco e fiamme sui giornali, nel 2008 aveva contribuito in modo determinante a stilare un documento molto chiaro dove si suggeriva non troppo velatamente la privatizzazione dell’acqua.
Quel documento, redatto dal Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, era stato scritto dal responsabile del dipartimento ambiente della stessa CGIL.
Quindi, come ben sapete, la questione è molto, ma molto complessa, e comunque il nostro appoggio va alla mozione, non fosse altro perché recepisce il principio di equità che fu alla base della nostra mozione del novembre 2007 che, per inciso, fu bocciata dal PD, che ora, invece, se ne serve per questa mozione.
Udc Quarrata

Enrico Dini espone in "Osteria et Bottega".



QUARRATA_ Da domenica 29 novembre fino al prossimo 6 gennaio 2010 l’Osteria Et Bottega La Torre a Scarperia (località La Torre, tra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo) ospita all’interno di locali recentemente restaurati, in un ambiente che coniuga lo stile moderno con la tradizione, la mostra delle opere di Enrico Dini. Autodidatta (56 anni) originario di Oristano, ma residente da anni a Quarrata Enrico Dini lavora come dipendente del Comune di Quarrata ma ha come hobby la pittura. In passato i suoi lavori pittorici sono stati esposti in varie occasioni anche a Quarrata. La prima parte del suo percorso pittorico lo vede lavorare insieme ad un gruppo di artisti locali da cui trae anche ispirazione nell’evolversi del suo percorso: tra questi ricordiamo Marcello Brotto, Salvatore Magazzini, Andrea Sacchetti, Alfredo Fabbri. Negli anni ’90 ha fatto parte attiva del gruppo culturale Città di Quarrata esponendo in varie mostre allestite sul territorio. Con lo stesso gruppo ha partecipato ad alcune serate culturali trasmesse su Tvq-Tele Quarrata. “Il secondo periodo artistico –così lo definisce Enrico Dini – vede una trasformazione nell’espressione, che passa dall’uso dell’olio a quello dei materiali e dei colori di ogni genere, dove tutto è lecito al fine di raggiungere l’obiettivo”. I pezzi diventano quindi tridimensionali, rimanendo pur sempre figurativi anche se in chiave estremamente moderna, una sorta di pop-art. Info: 055-8402240 (Osteria et Bottega La Torre) oppure 393-3903187. L’inaugurazione della mostra avrà inizio alle ore 18.
A.B.

mercoledì 25 novembre 2009

In Comune acqua potabile al posto dell'acqua minerale.


QUARRATA_ E’ stata approvata ad unanimità nell’ultima seduta di consiglio comunale la mozione presentata da Udc e CittàPerTe sull’utilizzo dell’acqua potabile dell’acquedotto nelle sedute della giunta, del consiglio comunale e delle commissioni consiliari. “L'utilizzo di bottiglie di acqua minerale – hanno evidenziato Alessandro Cialdi (Udc) e Gabriele Pratesi (CittàPerTe) - ha un notevole impatto ecologico sia per quanto riguarda l'acqua che per lo smaltimento del contenitore. Credendo importante il segnale nella direzione di maggiore responsabilità ecologica che gli amministratori del Comune e i suoi consiglieri possono dare, è stato deciso di adottere l’utilizzo di acqua potabile dell’acquedotto al posto dell’acqua minerale in bottiglia, una scelta del resto indirizzata anche al minor consumo di plastica”. Qualcuno del pubblico ironicamente ha proposto di usufruire di acqua “potabile” proveniente dalla rete idrica delle frazioni dislocate sul territorio vista la recente denuncia di una cattiva qualità, come rilevato da dati Arpat e da fonti della Regione Toscana.
a.b.

"Animarsi per cose grandi, animarsi per Grandi Cose"


QUARRATA_ Dal 27 al 29 novembre la parrocchia di Vignole con il patrocinio del Comune di Quarrata nell’ambito del progetto Kaleidoscopio organizza il secondo Corso di formazione per animatori, educatori e catechisti, coordinato da Creativ (servizi per la persona e i gruppi) dal titolo: “Animarsi per cose grandi, animarsi per Grandi Cose”. Molti gli appuntamenti in programma: ad inaugurare la manifestazione venerdì 27 presso l’auditorium della Bcc è prevista la conferenza “Cantiere Giovane” con la presenza tra gli altri dell’assessore alle politiche sociali della Regione Toscana Gianni Salvadori. Alla presenza del sindaco Sabrina Sergio Gori e dell’assessore alle politiche giovanili del Comune di Quarrata sarà presentato anche il Progetto Pastorale Giovanile della Parrocchia di Vignole (che raccoglie una serie di percorsi, esperienze, attività rivolte ai giovani e agli adolescenti della zona arricchendo il progetto parrocchiale di catechesi articolato in un periodo che va dai 7 ai 19 anni per proseguire nell’età giovanile con una apertura sempre maggiore verso il servizio nella comunità cristiana). Nella giornata di sabato (dalle 9,30) e anche domenica mattina si terranno tre laboratori. “Il Volto degli affetti” rivolto agli educatori verterà sulla Educazione all’affettività e alla gestione dei propri sentimenti. Proponendo attività che toccano gli ambiti dell’identità, della relazione e della percezione del proprio corpo l’obiettivo sarà quello di favorire la conoscenza, il confronto, l’espressione delle emozioni, la comunicazione della propria rappresentazione della realtà e di se stessi, la valorizzazione dell’affettività e del ruolo nel gruppo. “Piacque a Dio” sarà rivolto invece ad animatori e catechisti: il corso approfondirà il tema della Parola di Dio analizzandone anche le diverse forme che essa assume fino a scegliere le strategie e i metodi più adatti per renderne i ragazzi affascinati. Uno spazio sarà dedicato anche alla cosidetta “Patente del Catechista” (come riconoscere le regole basilari per saper comunicare al meglio a bambini e ragazzi, tecniche base per gestire un gruppo, saper usare il gioco, la narrazione, la drammatizzazione come strumenti educativi) rivolto ai giovanissimi animatori dell’Oratorio Estivo. Alle ore 21 di sabato per “Accendere il gruppo” presso il Teatro Parrocchiale di Casini sarà organizzata la serata “Esplodiamo la gioia” (con giochi, canti, riflessioni, da riusare in un campo scuola o in una serata in parrocchia. Il corso di formazione si concluderà domenica 29 novembre nel pomeriggio con un incontro rivolto ai responsabili locali con la verifica e le prospettive di formazione e progettazione pastorale. Nelle due giornate sono previste anche il risveglio animato, la celebrazione della Messa, il pranzo insieme. Per info e contatti: Claudia 335 6197755 Emanuela 333 7256626. “La città di Quarrata, ha una grande risorsa costituita da gruppi e da associazioni giovanili che stanno a stretto contatto con i giovani sviluppando esperienze di crescita e socializzazione, e con questo progetto – spiega l’assessore Martina Nannini - vogliamo creare una vera e propria rete tra tutte le attività presenti sul territorio al fine di offrire opportunità formative, culturali, educative e sportive per i giovani”.

Andrea Balli

"Volevo guidare il taxi": giovedì a Pistoia la presentazione del libro di Elena Cinelli


QUARRATA_ Giovedì 26 novembre alle ore 21,15 presso la Libreria Fahrenheit in via Antonelli 35 a Pistoia sarà presentato il libro “Volevo guidare il taxi” (edito nel 2007 da Kimerik, pag 300), esordio letterario della quarratina Elena Cinelli (29 anni), psicologa, esperta in terapie alternative, non vedente per un retinoblastoma da quanto aveva sei mesi. Volutamente ironico nel titolo – un desiderio riferito a quando era bambina - il libro (recentemente presentato anche a Prato) è una sorta di diario personale, una autobiografia in forma di diario, che se da una parte mostra la capacità di sdrammatizzare dall’altra è un esempio di grande forza di volontà. Redatto tra il 2005 e il 2006 quando l’autrice - già laureata in psicologia - viveva ancora tra Italia e Stati Uniti d’America, “Volevo guidare il taxi” si apre sull’intero vissuto della Cinelli e sulle riflessioni, i ricordi, i racconti di un passato certamente non facile; si racconta l’entità dei pregiudizi che le hanno reso difficile la vita ma anche gli affetti e gli amori, gli sforzi fatti per sentirsi autonoma, utile e indipendente nonostante il suo handicap. Che si tratti di una personalità straordinariamente forte ne è prova la battaglia contro un osteosarcoma – sconfitto con grande coraggio, quando stava scrivendo il libro, proprio nel pieno della lotta per la sopravvivenza e la raggiunta felicità e serenità. Il “percorso interiore di crescita personale” e il racconto della “evoluzione della propria normalità” ha avuto ora un ulteriore sviluppo nella vita, nella sua quotidianità. Ironico e riflessivo il libro si incentra sulle diverse prospettive della vita e sui cambiamenti di personalità intercorsi: il filo conduttore è la ricerca comunque della felicità. “La malattia – ha dichiarato l’autrice in un incontro pubblico - e' stata per me una esperienza di crescita e viverla in modo positivo mi ha aiutato moltissimo anche a superarla. Io credo moltissimo nel potere della mente sul corpo, non ho scelto a caso di diventare psicologa. Questo evento mi ha insegnato soprattutto ad apprezzare i piccoli momenti quotidiani. Spesso ci concentriamo troppo sul futuro e dimentichiamo il presente. Quando ci si trova faccia a faccia con la morte si impara veramente ad apprezzare le piccole gioie della vita e sicuramente si diventa più egoisti. Lo dico in senso buono. Io ho sempre fatto tutto per gli altri, sto imparando adesso a prendere del tempo per me stessa..”. Elena da pochi mesi ha una figlia – Viola – frutto dell’amore con Maurizio Martini, 39 anni, centralinistra del Comune di Quarrata nonché attuale presidente provinciale Ciechi, anche lui esperto in terapie alternative. Il libro è disponibile in tutte le librerie e su internet bookshop, all'indirizzo: http://www.ibs.it/code/9788860961280/cinelli-elena/volevo-guidare-il-taxi.html.
A.B.

martedì 24 novembre 2009

Approvata dal Consiglio comunale la mozione sul riconoscimento dell'acqua "bene comune di interesse pubblico e privo di rilevanza economica"


QUARRATA_ Con il voto favorevole di CittàPerTe-Udc-Pd e la Sinistra e l’astensione di An e Fi-Pdl il consiglio comunale di Quarrata ha approvato la mozione che dichiara l’acqua un “bene comune di interesse pubblico e privo di rilevanza economica”. Con la mozione -sostenuta tra l’altro da una petizione di 305 firme di cittadini promossa dai comitati dei cittadini per l’acqua pubblica dell’area pratese-area pistoiese appartenenti al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua è stato approvato anche un emendamento dell’Udc dove vengono impegnati sindaco e giunta a “presentare all’assemblea dell’Ato 3, informandone il Consiglio comunale, una proposta atta a garantire la disponibilità domestica alla minima tariffa possibile del quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua, da attuare anche tramite una rimodulazione delle tariffe introducendo un metodo tariffario basato sul consumo pro capite e non per utenza, non escludendo la possibilità di prevedere agevolazioni per casi particolari”. “La mozione presentata da CittàPerTe-Pd e la Sinistra – ha detto Massimo Bianchi (An)- è importante non fosse altro perché si parla di un bene essenziale come l’acqua, bene pubblico, legiferato. Cosa diversa è la gestione. Mi lascia perplesso che sia stata sottoscritta anche dal Pd. Ci arrivano ora proprio dalla maggioranza lezioni di gestione dell’acqua quando sono stati loro a difendere e portare avanti Publiacqua, una publi trasformatasi quasi in un mostro talmente grosso da essere incontrollabile. Ribadisco che la riforma in atto non parla tanto di privatizzazione quanto di liberalizzazione”. “Per noi tale mozione – ha detto Gabriele Pratesi (CittàPerTe) – è un primo importante passo. Crediamo infatti che l’acqua debba essere veramente pubblica. Il problema resta la gestione. Per noi è necessaria la ripubblicizzazione”. “In tutta la faccenda legata alla gestione dell’acqua- ha dichiarato Alessandro Cialdi (Udc) - ho una sola certezza. Così come è gestita ora, da un consorzio di Comuni, è un poltronificio e serve solo ad ingrassare dirigenti di partito trombati o a fine carriera. Una sorta di privatizzazione in regime di monopolio. E’ quindi necessario cambiare strada. Le alternative sono: quella scelta dal Governo, ossia privatizzare davvero la modalità di affidamento della gestione del servizio, fermo restando la proprietà delle reti, che resta pubblica, oppure ripubblicizzare tutta la materia riportando ai singoli Comuni la gestione diretta del servizio idrico integrato”. “Capisco – ha aggiunto - anche le questioni portate avanti da questa mozione, dove si intravede il rischio che l’acqua venga considerata oggetto di scambio commerciale di tipo lucrativo. Capisco che per il cittadino era senz’altro meglio quando il servizio era prodotto dall’Ente locale, il quale, con mezzi propri, provvedeva a fare gli allacciamenti, le manutenzioni e estendeva la rete, in funzione del bilancio, naturalmente. Il nostro appoggio va alla mozione, non fosse altro perché recepisce il principio di equità che fu alla base della nostra mozione del novembre 2007 che, per inciso, fu bocciata dal PD, che ora, invece, se ne serve per questa mozione”. “La privatizzazione – ha dichiarato Gabriele Romiti (Pd)- è la conseguenza delle liberalizzazioni. Noi del Pd siamo a favore del 60 per cento pubblico e del 40 per cento ai privati perché riteniamo tale miscela importante”. “Vogliamo che a guidare l’Ato 3 e Publiacqua ci siano persone competenti ed efficienti. Riconosciamo che la publi ha avuto una gestione perfetta ed ha fatto i suoi errori avendo avuto difficoltà ad intervenire. Ma oggi non vogliamo creare una situazione in cui l’acqua possa diventare privata”. Nella mozione si impegna il sindaco e la giunta a presentare all’assemblea dell’Ato 3 anche una proposta per garantire ai cittadini meno abbienti di raggiungere l’obiettivo del quantitativo minimo vitale giornaliero che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha quantificato in 50 litri di acqua al giorno per persona e che comprenda, anche azioni legate alla penalizzazione degli sprechi; di farsi carico e intervenire presso l’Ato 3 la società Publiacqua Spa per le mancanze della rete idrica presente sul territorio comunale relativamente alla rete di distribuzione e conseguentemente per la sua estensione a tutto il territorio e di presentare un piano di fattibilità degli interventi monitorando costantemente la qualità dell’acqua e informando la popolazione. Il consiglio comunale si è impegnato infine a modificare lo statuto comunale introducendo il riconoscimento dell’acqua come bene pubblico e l’accesso all’acqua come diritto fondamentale.
Andrea Balli

Trasparenza e equità nell’interpretazione delle norme urbanistiche.


QUARRATA_ "L’Amministrazione di Quarrata compie un altro importante passo in avanti sulla strada della trasparenza, dell’equità e della certezza delle pratiche amministrative. Infatti, la Giunta Comunale ha approvato la prima delibera con la quale si forniscono chiarimenti interpretavi su alcune norme del Regolamento Urbanistico.
In sostanza, si tratta di questo: quando un privato cittadino avanza un’istanza per la quale è necessario applicare il Regolamento Urbanistico e sorge un dubbio interpretativo su una norma tecnica; l’Amministrazione chiede ai professionisti che hanno redatto il Regolamento l’interpretazione tecnica; questa interpretazione non rimane chiusa in un cassetto degli uffici e non è valida solo per il singolo caso, ma viene formalizzata in una delibera e resa di pubblico dominio. In tal modo, ogni cittadino avrà la certezza che, a parità di condizioni, quell’interpretazione si applicherà anche a lui quando avanzerà un’istanza dello stesso tipo e in tutti i casi assimilabili.
E’, questo, un metodo che garantisce trasparenza ed equità di trattamento, oltre alla certezza rispetto all’applicazione delle norme a carattere comunale. Col passare del tempo si creerà una sorta di “giurisprudenza”, nota a tutti i cittadini e punto di riferimento costante, alla quale l’Amministrazione dovrà attenersi, facendo via via sempre maggiore chiarezza anche nell’interpretazione di dettaglio e in tutti quei casi in concreto che si presentano in modo più ricorrente.
E’ quindi un metodo che fa sparire il seppur minimo sospetto o dubbio che l’ufficio possa applicare un’interpretazione arbitraria; dando al cittadino la certezza che pratiche simili, a condizioni costanti, otterranno sempre la stessa interpretazione, fra l’altro resa pubblica e trasparente fin dall’inizio. Il tutto peraltro a costo zero, a dimostrazione del fatto che trasparenza e democrazia si possono perseguire anche senza intaccare le casse pubbliche .
L’idea di base è che non basta essere equi e corretti, ma occorre dare al cittadino gli strumenti per verificare in modo oggettivo il corretto comportamento degli uffici. Siamo convinti che trasparenza e pubblicità delle informazioni siano gli strumenti per rendere gli uffici sempre più “una casa di vetro”.

Fonte: Segreteria del sindaco Comune di Quarrata

lunedì 23 novembre 2009

Nel 2010 partono i lavori per la risistemazione dell'ex Statale tra Olmi e Casini. e per le casse di espansione della Querciola


QUARRATA_ Venerdì 20 Novembre l'assessore Mauro Mari, rispondendo alle interrogazioni presentate dal consigliere provinciale del Pdl Guglielmo Bonacchi (sulla cassa di espansione della Querciola, l’attraversamento pedonale del fosso Quadrelli a Olmi-Vignole, la situazione dell’incrocio di Olmi) ha riconosciuto che “la Provincia di Pistoia ha lasciato passare troppi anni senza risolvere i problemi sollevati, riconoscendo la funzione di stimolo e di proposta proprie dell'opposizione”. L’esponente di centrodestra da noi interpellato fa il punto della situazione sul dibattito intercorso durante il consiglio provinciale. “Per quanto riguarda la cassa di espansione della Querciola, dopo la valutazione di impatto ambientale – scrive - i lavori inizieranno nel giro di tre-quattro mesi, sia per la cassa di espansione delle cosiddette "acque alte" al servizio del torrente Ombrone, sia per quella delle cosiddette "acque basse" al servizio del fosso Quadrelli”. “Mari –prosegue - ha rimandato alla responsabilità dei tecnici sia l'esecuzione che la scelta della localizzazione” “Per quanto riguarda l'attraversamento pedonale del fosso Quadrelli, questo viene ricompreso nella più ampia risistimazione di tutta la viabilità compresa fra l'incrocio degli Olmi e la località "I Casini", per un investimento di 46 milioni di €, che vedrà l'avvio nel 2010”. “Pur con tutti i dubbi e le cautele del caso – afferma Guglielmo Bonacchi - resterò in vigile attesa per verificare che a questo impegno a parole seguano i fatti concreti nell'interesse di quei cittadini che da troppo tempo aspettano tali soluzioni e che hanno dimostrato una pazienza infinita”. “Per l'istallazione della centralina di monitoraggio dell'inquinamento ambientale degli Olmi aspetto ancora risposta dall'Assessore all'Ambiente Fragai”. “Mi riservo – conclude - di fissare un incontro con i cittadini di Quarrata per discutere su tali proposte e sentire le loro richieste di cui mi farò portavoce”.
A. B.