Il ricordo del pronipote Maurizio Geri
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| Monsignor Aldo Ciottoli |
Monsignor Aldo Ciottoli è stato uno storico e influente sacerdote della Diocesi di Pistoia e la sua vita la cui si è legata indissolubilmente allo sviluppo sociale, religioso e culturale della città di Quarrata. Tre anni fa il Comune lo ha insignito del titolo postumo di "cittadino benemerito" insieme ad altri storici parroci del territorio.
Nato a Ferruccia il 19 gennaio 1915.venne consacrato presbitero il 18 maggio 1940.Nei primi anni svolse il ruolo di cappellano a Montale e, dal 1942 al 1951, quello di parroco di Pracchia. Durante la seconda guerra mondiale si distinse anche per il sostegno alla popolazione e l'attività legata al periodo della Resistenza. In quel contesto drammatico si distinse per coraggio e umanità: come documentato da una deposizione ai carabinieri, si adoperò presso i comandi tedeschi e fascisti per salvare decine di persone catturate durante le razzie seguite alle azioni partigiane. Un gesto che, come ricordò Renato Risaliti all’indomani della sua morte, «non ha ancora ricevuto la piena giustizia che merita».
Nel 1951, a soli 36 anni, don Aldo arrivò a Quarrata, dove si insedia come proposto di Santa Maria Assunta e dove esercita il suo ministero per ben 45 anni fino all’agosto 1996. Furono anni decisivi per la crescita economica e sociale della città, che si espandeva rapidamente. Il parroco accompagnò e sostenne quel cambiamento con una visione moderna e concreta: promosse la costruzione della chiesa di San Giuseppe Artigiano, dedicata volutamente al patrono dei lavoratori, e dei locali parrocchiali di via Trieste, la storica Pineta, luogo di formazione, socialità e cultura per generazioni di giovani. Nel campo culturale fondò nel 1991 l'Associazione Culturale “Sbarra” (intitolata a don Dario Flori), concepita per diffondere la cultura sul territorio ispirandosi ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa.
Colto, dotato di una oratoria profonda e incisiva, animato da una spiritualità ricca e sobria, don Aldo Ciottoli è stato per Quarrata molto più di un parroco: un punto di riferimento, un educatore, un uomo capace di leggere il presente e di orientare la comunità. Una figura che meriterebbe di essere ricordata e valorizzata più di quanto sia avvenuto finora: per molto meno, in città, si sono organizzati convegni, scritti libri, intitolate strade.
A questa memoria pubblica si intreccia anche quella privata: chi lo ha conosciuto conserva di lui un’immagine paterna, discreta, sempre presente. Anche per me — che lo ricordo attraverso la mia infanzia e la vicinanza familiare — il suo nome evoca un tempo di comunità, di ascolto, di cura. Da tanti quarratini viene ricordato come una figura autorevole ma estremamente vicina alla gente, un vero e proprio punto di riferimento quotidiano per generazioni di fedeli
«La sua famiglia, nella figura soprattutto dei nipoti - scrive il dottor Maurizio Geri, pronipote diventato Ufficiale di Marina e ricercatore dell'Unione Europea, che vive fra Roma Bruxelles a Washington- lo ricorda con affetto e stima di sempre.
Ricordo come il mio prozio mi abbia formato nei primi anni di vita e poi nell'adolescenza, quando andavo da lui per chiedere aiuto scolastico nella storia e nella lettere, imparando a scrivere dei temi profondi che ancora conservo. O quando ogni estate passavo a soggiornare da Pistoia a Quarrata dai nonni, e con il nonno Adon, fratello di Don Aldo, andavo in bicicletta tutti i giorni alla parrocchia aiutando in canonica e in chiesa nella preparazione delle messe, nell'orto con i pomodori, le galline e i piccioni, o in cucina con la bisnonna Elvira padre di Don Aldo, e la prozia Adilena sua sorella, a preparare i pranzi domenicali, dove spesso venivano invitati i sacerdoti o figure di spicco del paese.
Un mondo di altri tempi e una società contadina che non c'è più, fatta di valori e principi etici altissimi, e di figure di maestri come il Proposto, che formavano menti e cuori di grande levatura morale che oggi mancano alla nostra società».
A trenta anni dalla morte è giusto ricordare monsignor Ciottoli, un sacerdote che ha segnato la storia di Quarrata.
Andrea Balli















