sabato 9 febbraio 2013

"Evitare contrapposizioni fra lavoro e salute". La Diocesi di Pistoia interviene sulla vicenda della Repower. "Alle comunità ecclesiali spetta auspicare, facilitare, promuovere ogni tipo di conoscenza e di approfondimento sui pro e i sui contro delle problematiche in gioco"


PISTOIA – A proposito di Repower, centrale elettrica a gas metano sulla cui costruzione alle porte di Pistoia è in corso un acceso dibattito fra parti contrapposte, la diocesi di Pistoia - un un comunicato  -  sottolinea come non spetta certo alla comunità ecclesiale in quanto tale prendere posizioni, tecniche, in favore o contro.
Nessuno può dunque essere autorizzato a tirare dalla propria parte né comunità ecclesiali né parroci.
Spetta invece anche alle comunità ecclesiali e ai parroci - in particolare a quelle che vivono sui territori che potrebbero essere più direttamente interessati alla costruzione di tale infrastruttura - auspicare, facilitare, promuovere ogni tipo di conoscenza e di approfondimento sui pro e sui contro delle problematiche in gioco. A maggior ragione in questo caso, quando tali valori (il lavoro da una parte, la salute dall’altra; l’economia da un lato, l’ambiente dall’altro) sono entrambi di evidente e potente rilievo per la effettiva dignità della vita umana.
Auspichiamo che le autorità competenti procedano sempre in base a dinamiche di partecipazione e condivisione con le popolazioni e ricordiamo la necessità che su una questione così controversa tutte le parti dimostrino la sapienza necessaria per approfondire nei massimi termini, partendo da quelli tecnici e scientifici, la effettiva sostenibilità di una infrastruttura sul territorio nel quale ricade, da comparare con il bene-lavoro di tante famiglie.
Vale a Pistoia quanto vale per Taranto e per tutti i casi dove si verificano tensioni di questa natura: mai il diritto al lavoro può essere contrapposto al diritto alla salute; mai l’economia può essere usata contro l’ambiente; sempre le istituzioni pubbliche devono effettuare le loro scelte avendo presente il bene comune e tenendo conto che la logica antiumana del profitto non può mai ergersi a valore supremo.
Esprimiamo l’auspicio che l’approfondimento dell’intera documentazione, in sede di Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Toscana, porti a sempre maggiori livelli di conoscenza tecnica in modo che si trovino soluzioni, il più possibile condivise, in grado di dimostrare che può esistere uno sviluppo e una crescita nell’offerta lavoro, attuata nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.



Fonte: Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Pistoia



 

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