domenica 16 settembre 2012

Cambi di parroci? Occasioni per crescere insieme. Lettera del vescovo Mons. Bianchi ai fedeli dell'intera Montagna Pistoiese

 

 
PISTOIA - "Carissime Sorelle e Fratelli del Vicariato di San Marcello Pistoiese". Inizia così una lunga lettera che mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, ha inviato ai fedeli dell'intera montagna pistoiese "in un momento di particolare preoccupazione e inquietudine - sottolinea il vescovo - per la vita di molte delle vostre comunità" a causa del trasferimento di alcuni sacerdoti (cambi di parroci hanno interessato, e stanno interessando, numerose realtà parrocchiali nell'intera montagna: da Pian degli Ontani a Maresca, da San Marcello a Pracchia, da Cutigliano a Campo Tizzoro, da Lagacci all’Abetone).
Il documento (riportato in modo integrale nel sito diocesano: www.diocesipistoia.it ) è stato letto durante le Messe di oggi domenica 16 settembre 2012.
Dopo aver fatto cenno a lettere, raccolte di firme, ricevimenti di delegazioni, interventi sulla stampa, pressioni varie mons. Bianchi sottolinea che gli è parso giusto non lasciar cadere sotto silenzio un momento così particolare che può trasformarsi in una "occasione positiva di riflessione, di dialogo, di crescita nelle relazioni e nella comunione ecclesiale".
Mons Mansueto Bianchi
Il vescovo sgombra innanzitutto il campo da una interpretazione: la Chiesa – conferma - non abbandona la Montagna, non si ritira da questo territorio che peraltro è interessato da drastici cambiamenti in ambito istituzionale ("Seppure con fatica sono riuscito a mantenere gli stessi livelli di presenza e di servizio"). E fa presente il valore positivo dell'attaccamento e della stima dimostrate dalle comunità ai sacerdoti trasferiti ("un trasferimento è spesso uno strappo, che provoca sofferenza reciproca, sia nel sacerdote come nella gente. E’ questa sofferenza che può talora provocare interpretazioni non giuste ed animosità che finiscono per dividere la comunità alimentando sospetti e diffidenza. Da questo vi chiedo di guardarvi rigorosamente").
Giunto alle motivazioni sui trasferimenti e senza, ovviamente, entrare nei dettagli delle singole situazioni, mons. Bianchi ne evidenzia tre: in certi casi è proprio il sacerdote interessato a chiedere essere destinato a un diverso servizio pastorale ("riconosciuta la validità dei motivi, il vescovo cerca di aderire alla richiesta ricevuta").
In secondo luogo - prosegue Bianchi - un cambiamento nei diversi contesti ecclesiali può essere un bene per il sacerdote stesso e per le comunità ("Permanenze troppo prolungate possono generare logoramenti, ripetitività e stanchezze").
C'è infine un terzo motivo: "un quadro che va drammaticamente crescendo e chiede generosità e disponibilità da parte di tutti".
Mons. Bianchi si riferisce al "prevalere di mentalità particolaristiche, che perdono di vista il bene più generale della Diocesi". Il trasferimento di un parroco - spiega - è "una occasione per guardare al di là delle nostre parrocchie, renderci concretamente conto che la Chiesa di Pistoia ha urgenze, necessità e attese che possono essere prioritarie rispetto a quelle, pur reali, che sono presenti in una parrocchia”.

Il vescovo invita a riflettere anche su un ulteriore fatto: il cambiamento di un parroco e una diversa organizzazione nel servizio alle parrocchie, diventa anche un appello e una possibilità perché si cammini con decisione verso le “parrocchie in alleanza”. Ed è anche una sfida agli stessi laici per nuove forme di loro partecipazione alla vita delle comunità.

Quello “del Reno e della Montagna” (la dizione ufficiale è questa) è uno dei dieci Vicariati in cui è divisa la diocesi di Pistoia: è formato da 24 parrocchie (il numero più elevato in assoluto delle parrocchie rispetto a tutti gli altri Vicariati) con poco più di 12 mila abitanti. Si tratta, in genere, di realtà numericamente piccole: la maggiore come numero di persone è San Marcello (sfiora le duemila) per arrivare a Lagacci (60). E’ sui territori di montagna, per definizione lontani dai centri più abitati ma anche caratterizzati – in particolare nelle realtà più turistiche – da flussi stagionali di nuovi residenti, che la figura del parroco riveste ruoli spesse volte non solo ecclesiali o pastorali.
 Fonte: Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Pistoia

 

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